Nuovi satelliti e unità bassi

Pubblicato: 31 luglio 2014 in Autocostruzione, Diffusori
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Dopo diversi anni di glorioso servizio alcuni mesi fa è giunta l’ora di “rottamare” le vecchie casse, destinando alla discarica la parte in legno, che dopo 20 anni iniziava a evidenziare problemi di vecchiaia, soprattutto quelle in truciolare per i bassi, che se non fosse stata per una struttura interna simil-matrix nell’ultimo periodo avrebbe avuto sicuramente problemi; per quanto riguarda gli altoparlanti, il CIARE HW380 è stato “ceduto” al miglior offerente mentre sono stati messi a riposo (momentaneamente) un vecchio PW322, che riporta ancora la scritta  M320-75… ed una tromba a direttività costante (T4439) con un profilo che si appoggia alla perfezione su un woofer da 12”.

Il layout attuale prevede i seguenti componenti:

  • Tromba P.AUDIO PH-2420, in origine avevo preso le MONACOR MRH-83 ma poi ho optato per le P.AUDIO in quanto volevo una dispersione verticale minore. le P.AUDIO inoltre hanno una costruzione mista ABS + fibra di vetro ed un notevole spessore delle pareti che le rende già molto sorde di natura. Molto simile alla CIARE PR309 non più in produzione, anzi direi identica, e se guardate il catalogo P.AUDIO ce ne sono altre “sovrapponibili” al catalogo CIARE (tipo quella asimmetrica). Prezzo 58€ la coppia comprese spedizioni da http://www.bluearan.co.uk/, il posto più vicino dove sono riuscito a trovarle, ed in sostanza più economico delle stesse CIARE.
  • Driver CIARE CD-44T, chiamatelo un po’ come volete ma è sempre lo stesso, CD-440T (OEM), PU 471-T (fuori produzione) o PCD 440-T. Secondo me uno dei migliori driver da 1,75” in circolazione.
  • Woofer CIARE PW330 per la parte mediobassa, purtroppo messo fuori produzione da CIARE insieme ad altri “capolavori”, tipo PW465ND (che resiste ancora nel catalogo OEM con altro nome). Dopo una lunga conversazione via mail con CIARE stessa (ne stavo cercando altri 2) mi è stato suggerito come sostituto l’ FXE 12-4 …  Lasciamo perdere, gran bel componente ma è come confrontare mele con pere.
  • Woofer RCF L15P200AK-II, 15” storico che nel corso degli anni ha subito numerosi upgrade, integrando anche alcune delle ultime tecnologie impiegate a Reggio Emilia. Non è un componente “estremo” e appariscente, e non ha nemmeno un’escursione esagerata, ma è qualche anno che mi garba come parametri T/S. Per quanto mi riguarda un buon mix tra estensione della risposta, efficienza, trasportabilità delle casse e tenuta in potenza.

L’unità medio alti è costruita con MDF da 16mm di spessore, ha un volume netto di circa 33l ed è accordata con 4 fori da 46mm di diametro, che si traducono in una frequenza di accordo di circa 82Hz; con questo allineamento si comportano praticamente in modo identifico, simulato e verificato con Speaker Workshop, il PW330 e l’ RCF MB12G301 che ho usato per poco tempo prima del CIARE, e che reputo un ottimo componente al pari del PW330, di ottima fattura, ottimamente rifinito e con un prezzo decisamente conveniente in rapporto alle prestazioni (120€ ca). Trattandosi di un volume abbastanza standard per un mediobasso da 12” lo su può usare tranquillamente anche per altri modelli, adattando la frequenza di accordo in diversi modi: per esempio con il CIARE PW337 ed  l’ RCF LF12G301 (la versione woofer) dovrebbe essere sufficiente usare un pannello frontale da 19mm invece che 16mm per abbassare la frequenza di risonanza, oppure ridurre il diametro dei fori, anche se sconsiglio di scendere sotto i 40mm per evitare di innescare turbolenze durante un utilizzo sostenuto.

A questo link http://1drv.ms/UNGurI è disponibile il PDF del box con alcune quote riportate e le misure dei pannelli necessari per realizzare le due casse.

Le foto di seguito durante le fasi della realizzazione sono stata fatte con l’ MB12G301.

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La vecchia cassa (ancora piena)  ed un CREST CA6 per chiudere l’ultimo pannello🙂

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Come si vede dall’immagine sopra la tromba P.AUDIO ha una finitura superficiale ruvida. Il supporto per l’asta è una versione “corta”, 60mm, in quanto con il PW330 ed altri woofer con il magnete da 22cm c’è il rischio di interferenza, mentre le maniglie sono Adam Hall, in robusto ABS.

L’unità bassi invece sfrutta un volume netto di circa 92l accordato a 42Hz, costruita sempre con MDF da 16mm e rinforzata con due pannelli interni , sempre da 16mm; in realtà anche il condotto reflex per come è fatto funziona anch’esso da rinforzo, e su di esso si appoggia uno dei pannelli interni. Data la particolarità del condotto stesso, che sfrutta uno dei pannelli del box, si ottiene un allungamento virtuale dello stesso (enfatizzato anche dalla vicinanza con il pavimento), del quale occorre tenerne presente in fase di calcolo: tipicamente questo rapporto vale 1,15 che poi il pavimento contribuisce ad aumentare leggermente. Infatti sono partito da un teorico 50Hz per il calcolo della lunghezza, per ottenere circa 44Hz per poi stimare circa 42Hz con il “contributo” del pavimento; ad una successiva misura con Speaker Workshop ho verificato come la frequenza di accordo fosse poco più di 42Hz con il condotto rivolto verso il pavimento, circa 43,5Hz con la cassa sdraiata sul lato lungo e poco più di 44Hz con la cassa ruotata sotto sopra. In questa configurazione le simulazioni stimano un incremento di emissione di circa +1dB tra i 45Hz ed i 55Hz penalizzando leggermente la zona intorno ai 40Hz, ma porrebbe essere un’opzione per ottenere la massima resa in situazioni “estreme”, con un ulteriore leggero contributo dato dalla vicinanza del woofer al pavimento.

Con le simulazioni che ho effettuato con BassBoc in questo volume oltre al 15P200AK-II si comportano in modo molto simile anche il Ciare FXE 15-4 e l’RCF LF15X401, che grazie ad un escursione di 11,5mm può garantire qualche dB in più rispetto agli altri due, e che equipaggia anche il subwoofer S8015 II sempre RCF, lo si capisce dalle specifiche e dal grafico della risposta dallle frequenze mediobasse in poi.

A questo link è disponibile il PDF con il disegno del box e le misure dei pannelli; i pannelli laterali sono più lunghi di circa 2mm rispetto al calcolato (570mm invece che 568), in modo da tenere conto di eventuali tolleranze dovute all’incollaggio dei vari pezzi e ai tagli non proprio micrometrici. Alla fine dell’assemblaggio mi è rimasto poco meno di 1mm che una buona levigatrice ad orbitale non fa fatica a livellare; anche i laterali del satellite sono riportati con questa tolleranza.

Alcune foto della realizzazione dell box

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Tutti i bordi sono stati arrotondati con una fresa da 6mm di raggio, le maniglie sono delle Valentini MN1432 e le griglie sono state realizzate da GBS Lamiere Perforate, dal personale molto gentile e che realizzano anche pochi pezzi alla volta, pur essendo necessaria una P.IVA per la fatturazione.

Pochi giorni fa ho completato la seconda coppia di satelliti e a breve inizierò i lavori per la seconda coppia di unità bassi, per le quali ci sono già altri due woofer in attesa. Nel frattempo sono riuscito a verniciare la prima coppia di satelliti usando la Warnex con un aerografo con serbatoio in pressione; questo aspetto è molto importante e necessario, con un aerografo con serbatoio a gravità non si riesce ad utilizzare la Warnex, che è molto densa. Per una coppia di satelliti è stato usato circa 1,5Kg di vernice, per avere una buona copertura e con uno spessore consistente, e tra l’altro applicata sull’ MDF nudo senza trattamento con cementite e/o turapori varie. La Warnex l’ho trovata su Ebay in Germania a 19€ al KG, in Italia ha prezzi  improponibili per cui su 4KG di prodotto ci stanno anche 15€ di spedizione.

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Il sistema è attualmente pilotato in questo modo:

  • Crest CPX900 –> CD44T
  • Crest CC4000 –> PW330
  • Crest CC5500 –> L15P200AK-II (quando no gli devo tirare il collo uso volentieri il CA6 leggermente modificato a ponte)

il tutto governato dal  DCX2496 profondamente modificato presente su queste pagine, con filtro Bessel a 24dB per l’incrocio PW330-CD44T, Linkwitz 24dB tra PW330 e L15P200 e un passa alto Butterworth 24dB tra i 30Hz e i 40Hz a seconda del tipo di impiego. il driver è equalizzato con un filtro low shelving con pendenza di 12dB/Oct ed attenuazione massima di –12dB  per linearizzare la risposta della tromba

commenti
  1. Teo Marini scrive:

    Non volermene se ti chiedo informazioni su…le griglie!
    Avendo due pesti di nipotini, ho l’assoluta necessità di proteggere i miei altoparlanti e la tua soluzione mi è piaciuta moltissimo.
    Sono andato sul sito della GBS e ho visto che propongono diverse soluzioni: tu quale hai adottato?
    Grazie!
    Ciao

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